Il deserto è il luogo più affollato di sentimenti

Marco Marsullo

 

Un padre e un figlio, il lavoro disumano, il deserto e la solitudine. Una storia di amore e coraggio, di separazione e speranza. Un racconto di finzione che somiglia dolorosamente alla vita reale.

Il deserto è il posto più affollato di sentimenti. Dentro ci puoi trovare la sete, la paura, la morte. Ma anche la vita. Nei deserti si coltiva così, con dei bracci lunghi chilometri, che irrigano la sabbia, disegnando dei cerchi enormi, così grandi che li vedi dallo spazio.

 

 

A questo pensa l’uomo con il cappello di paglia e la camicia bianca, ormai lercia, sudata e piena di terra. Si asciuga la fronte mettendosi dritto sulla schiena, prima piegata, in mezzo al campo numero sedici, quello da allestire per il mese prossimo. La vita, nel deserto, è un lusso artificiale fatto di acqua desalinizzata
e piantagioni rigogliose. Di sabbia e controlli. Ortaggi e camion, che porteranno il business in tutta l’Africa del nord, ma anche in Europa. Cipro, Grecia, Italia. L’Italia che c’è, oltre le piantagioni, il deserto e il mare. Che c’è e non si vede perché è lontana.

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Walter Leonardi legge Marco Marsullo.


 


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